La regola dei “bimbiminchia” non sbaglia mai! By Marcus Aabye

I0 m3 n3 f0tt0 d1 tutt1, s3 s0l0 l3gg3t3 1l m10 pr0f1l0 v1 m4nd0 4 f4nkul0.
Capisco il malditesta indotto da queste poche righe, se ritenete opportuno citarmi per danni mandatemi una lettera del vostro avvocato, sarà mia premura metterle insieme alle altre.
In queste poche righe parleremo del Bimbominkia. Il fenomeno è talmente complesso che proprio in questo momento al M.I.T. e a Cambridge ci sono 10 dottorati di ricerca che se ne occupano.
Il bimbominkia lo si riconosce da alcuni tratti distintivi: uso disarticolato dell’italiano, per lui Dante è la marca di un olio extravergine di oliva; cambio del grafeme “ch” con “k” e uso di quanti più numeri possibili invece delle lettere dell’alfabeto, per lui è stato coniato il termine di disaritmolessia, la scienza ringrazia, e dulcis in fundo, anzi Dulc1s 1n Fund0, la musica rap italiana.
Il fenomeno è comunque variegato. Ci sono gli ossessionati di una lettera, per esempio chi da un determinato evento catastrofico della vita, tipo morte dell’acaro del materasso, inizia a scrivere tutte le parole che contengono la “o” sOlO maiuscOla. Mentre vi scrivo il mio correttore automatico ha fatto le valigie mi ha salutato e mi ha mandato a F4r3 in Kul0. Nonostante questa improvvisa mancanza, mi urge continuare a descrivervi il fenomeno.
Quando entri in una land di SL , se riesci a trovare un posto nascosto e privilegiato senza distrarre il bimbominkia,  potresti essere fortunato a vedere la sua impareggiabile  danza rituale dell’accoppiamento verso l’avatarina: un mix di rutto libero e musica rap, con qualche smargiassata del tipo, “io so H4ck3r”. La mente della giovane avatarina viene colta da un’improvviso stato d’intorpidimento mentale e sotto ipnosi si lascia andare a risate irrefrenabili, occhio a cuoricino con conseguente stato catatonico. Ormai è fatta. La ragazza che prima sentiva “Eine Kleine Nacthmusik”  di Mozart prima di andare a dormire, da quel momento cambierà ogni abitudine conformandosi al suo partner sentendo solo rime di qualche borgataro romano su base musicale.
La versione femminile del bimbominkia assume quasi tutti i caratteri maschili della specie con una variante. Sostanzialmente lei ha bisogno del gruppo o del suo uomo per sentirsi perfettamente inserita. Non di rado nei profili della femmina, si leggono dichiarazioni spassionate verso zie, mamme, zii, babbi, fratelli e sorelle ovviamente tutta gente conosciuta un secondo prima in Secondlife. La Ps verso un’amica pare rinsaldi i legami nel clan e in più serve ad allontanare maschi di non elevato spessore bimbominkiesco.
Se vi capitasse d’intraprendere una discussione con il  “Bimbo kappa” non provate minimamente ad usare la logica aristotelica con lui vale solo il peto, la risata fragorosa la bestemmia facile, solo se avete a casa il corso del perfetto bestemmiatore, e siete a livello 4: bestemmie articolate di quattro o più parole, potreste averla vinta. Altrimenti l’unico rimedio è quello di staccare l’audio e lasciarlo esibirsi.
Dimenticavo, i BimbiM, attaccano in gruppo, quindi occhi aperti.
Dopo aver detto alcuni aspetti del fenomeno, preme anche dire che tutti noi siamo stati pronti a disconoscere questi comportamenti come ridicoli e da idioti, eppure… alzi la tastiera chi non ha mai scritto un “perckè”, o chi non si sai mai lasciato andare al “ciaux”.
Riflettendoci bene il bimbominkia alberga un po’ in ognuno di noi. E’ forse l’aspetto più anticulturale e anticonvezionale che speriamo di non possedere e che al tempo stesso ci è caro far uscire in determinati momenti. SL è un gioco e come per tutti i giochi la componente fanciullesca-adolescenziale, con questo occhio alle S…., deve essere presente: crescere non vuol dire smettere di  giocare?
Quindi lasciamo vivere i BimbiM in pace, magari accoppiamone i più insopportabili, quelli dal crash facile, quelli che proprio non ce la fanno a convivere rispettando quel minimo di regole e buongusto.
Per il resto vi voglio lasciare con uno dei padri della bimbomichiaggine, altro che SL…

er Padre de li Santi
Er cazzo se pò ddì rradica, uscello
Ciscio, nerbo, tortore, pennarolo,
Pezzo de carne, manico, scetrolo,
Asperge, cucuzzola e stennarello.
Cavicchio, canaletto e cchiavistello,
Er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo,
Attaccapanni, moccolo, bbruggnolo,
inguilla, torciorecchio, e mmanganello
Zeppa e bbatocco, cavola e tturaccio,
E mmaritozzo, e cannella, e ppipino,
E ssalame, e sarsiccia, e ssanguinaccio.
Poi scafa, canocchiale, arma, bbambino:
Poi torzo, cesscimmano, catenaccio,
Mànnola, e mmi’-fratello piccinino.
E tte lascio perzino
Ch’er mi dottore lo chiama cotale,
Fallo, asta, verga, e mmembro naturale.
Cuer vecchio de spezziale
Disce Priapo; e la su’ mojje pene,
Seggno per dio che nun je torna bbene
.
Giuseppe Gioacchino Belli
 
Roma 1832

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