PS o non PS? Questo è il dilemma

Se un tecnologico Willy degli anni 2000 fosse inciampato in SL, sicuramente avrebbe riscritto il celebre Amleto piazzandoci il tormento della Partnership nel cuore del protagonista.
Per brevità e per esorcizzare il belzebù dell’avatarino, spesso la Partnership viene sintetizzata in PS, che spero non la si confonda con la Polizia di Stato o la Playstation.
Della PS si è detto tanto e ancora i migliori esegeti di SL sperano d’indagarne il suo significato recondito e i suoi terribili benefici.
Per il niubbetto avatarino la PS spesso è un colpo di testa. Il classico “ma chi se ne frega tanto è un nickname nel mio profilo”. Niente di più avventato e insensato.
Se un Cristoforo Colombo dei sentimenti avesse saputo cosa sarebbe scaturito dallo spingersi nell’incognito della scoperta della PS non avrebbe mai intrapreso il viaggio e avrebbe vissuto beato e contento il resto della propria esistenza sulla piattezza del vivere sereno.
Ora non andiamo a scomodare Mishima o Pirandello ma non c’è cazzo che tenga: la PS ti cambia la vita di SL.
Un giorno scopri vedendo la tua amica di giochi, che c’è qualcosa che manca un rinsaldare un sentimento. Un profumo di legame con l’urlettino al mondo del proprio amore. Ecco che pian piano si fa strada dentro di noi l’idea di spendere quei pochi linden per inviare alla nostra persona desiderata un messaggio il più delle volte sdolcinato.
Per prima cosa si vien presi dal panico del foglio bianco. Poche e pensate frasi incisive, ci riportano indietro nel tempo. Il tempo di quando ci si appartava nel vialetto buio lontano dagli amici con la persona “speciale”, e si dichiaravano in maniera genuina i propri sentimenti con il terrore di non essere corrisposti.
Dopo qualche giorno si ritornava sul profilo e…. miracolo, un entità suprema, il Dio LInden, aveva apposto il suo sigillo nel due profili. Staremo insieme sino alla fine di questa seconda vita: Cazzata.
Tralasciamo tutti i preparativi del matrimonio che a volte precedono il fatal suggello: i testimoni, la land, il fotografo, gli invitati e soprattutto il Prete. Chissà perché ma in Secondlife nessuno vuole fare il prete e se lo trovi è la versione porcella di Monsignor Milingo.
Arredata la casa, comprati i mobili alla neo coppia di sposini incominciano a venire terribili manie di gelosia simbiotica. S’instaura un perverso meccanismo ospite-parassita. I due avatar che prima convivano in pubblico, dopo la ps non si danno la possibilità di identificarsi. Le Tag si sovrappongono, lei prende il cognome di lui, lui prende il nome di lei. I due pupazzetti sono elettromagneticamente attratti a un pixel di distanza, guai a frapporsi tra i piccioncini.
Dalla contravvenzione della regola “stiamo sempre insieme” discendono tutte una serie di liti: tu hai immato quella, tu non ti sei collegata ieri, che ci facevi sopra la palletta con quello? E via discorrendo. Altro aspetto paranoico che prende ai giovani sposini ancora freschi del matrimonio e a quelli più conviti, è la mania di parlare sempre del partner assente. La loro storia è paradigmatica. Non c’è più un io ma un noi. Che fin qui ci potrebbe stare, fintato che il limite del “ma a noi che cazzo ce ne frega?” viene superato.
Inevitabilmente il tempo gioca spesso a sfavore dei rapporti di chat e dopo qualche giorno o mese… le prime crepe. Il pettegolezzo, l’effettiva noia, il non controllare le proprie erezioni mattutine, fanno si che un cornino nasce sulla testa di quelli che un tempo avrebbero fatto invidia a Eros e Psiche del Canova.
La trafila che segue sono liti, riappacificazioni, allontanamenti volontari, nuove relazioni parallele. Scoperta di nuovi interessi.
Dopo tutto questo quel nick nel nostro profilo diventa ingombrante. Quel divieto di sosta e fermata da ambo i lati nei nostri sentimenti a tutti gli altri, non ci va più bene e… liberazione : la catena della Ps vien dissolta. Un nuovo vento di libertà s’impossessa di nuovo di noi e siamo pronti a giurare che tutto questo non accadrà mai più…almeno sino alla prossima persona veramente ma veramente “speciale”…Siamo nati per soffrire direbbe qualcuno.

PS. che questa volta sta per Post Scriptum o scrotum, i più veterani di Sl spesso rifuggono la partnership ma si peccherebbe non dire che a volte, e sotto stretto controllo medico, a qualcuno ha fatto bene, Non si deve tacere che da questo giochino siano nati legami stabili anche nella vita reale, che ancora oggi vanno avanti con la formula del:” …E vissero felici e contenti”…ma attenti che anche in RL le cose non sono diverse…

To be continued…Marcus

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